I tre ragazzi morti-poesia blues

Quante vite s’è prese la Giovinezza
di coloro che non credevano nei valori imposti
Nelle ovvietà

Ho creduto nel credere altro
E ora credo solo nel non credere
Ragazzo, scappa dagli scaccia sogni e dagli acchiappa matti
Scappa da chi non ti indica il tramonto quando sorge

C’era Cristian il bullo, Joele il sensibile e Bobby il buffo
Nessuno li conosceva, e la vita se gli è presi
Per lotta, per avventura e per suicidio

Cristian il sensibile, Joele il sensibile, Bobby il sensibile
Eran simili,eran sconosciuti, e la vita se gli è presi
Han pianto le ragazze per il primo, ha pianto la comunità per il secondo
E per il terzo pianse la famiglia, e non per molto

Si dondolarono assieme cantando canzoni di ribellione
E Cristian era buffo,e anche Joele, che non si voleva far vedere
In pochi giorni se ne andaran tutti,
Joele partì per le foreste e si spense
Cristian prese un coltello in pancia
e Bobby morì di rabbia per la sua poca forza

Quante vite s’è prese la giovinezza
di coloro che non credevano nei valori imposti
nelle ovvietà

È difficile essere adolescenti, e difficile morire in nome delle ingiustizie
Ma quelli come i tre ragazzi morti, lottano nell’eternità
Rimangono le loro poesie, i loro pugni al cielo e le carezze all’erba
Rimane una chitarra, una sinfonia

Se una prosa e una mezza canzone gli può onorare
Se una prosa e una mezza canzone gli può onorare
Che lo faccia, e sia questa e altre vostre

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