ritornai al colle,ove dimorò la mia infanzia
e divorata fui dalla quiete
corsi lassù ormai giovinetta
per rivangar gli anni della fanciullezza
scorazzai imitando il nascondino
simulando io andavo,sol simulando
poichè giocar davvero io più non sapevo
magia, magia io ti pregai,ridammi la mente libera e l'arte nelle mani
restituiscimi la leggerezza nell'avanzar saltellando
poco più che bambina io ero,quando ti pregai col groppo allo stomaco
vicini eran i sudori profumati e gli sforzati pianti
e le risate a singhiozzo e fragorose e delicate assieme
vicino era tutto, ma passato
e io da quanto non saprei dire

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