Giovinetta di Trieste, del mondo tu sei,
senza confini neppure tra cielo e terra
non segni selciati,né il dì né le notti più fitte
ma temi la selva,gli spettri
e t’eccita la paura
tant’è che dimorasti una notte senz’armi
se non il tuo coraggio
in un bosco tra sussurri e ombre
e né luci possedevi,se non la tua propria
come taci,che le varie sconosciute bocche t’accusano di timido silenzio
e quanto esponi ai centinaia d’occhi in discorsi d’ateneo tra le genti
con voce guerriera e sensibilità fanciulla
oh,solo chi t’assapora nei giorni o t’ama in pochi può comprenderti
non eccelli in voti al liceo
ma ti chiamano poeta e non per canzonarti
t’arrossiscono le gote quando ti dan dell’artista
quando ti concedi al femminile con le vesti
in una serata tra donne o in un’ eccezione delle tue
ma sei speciale sempre e di gentilezza è la tua aura
eri a parigi con le tue compagne
quando ti vidi raccogliere il cesto di un clochard capovolto dal vento
ad ogni madamouiselle nei sobborghi,una moneta
e la mia mente ripropone sovente
la proiezione sul telo di te fanciullina
che simulavi con le braccia il volo d’un deltaplano c
con gli stessi occhi verdi della salva più selvaggia
e della delicatezza più atroce
quanta speranza,sempre ti accompagna
e quanta nostalgia,
di terre che in sogno visiti,e mai abbandoni
amai prima le tue indagini continue,
il tuo sfidare il normale e ascoltare l’improponibile,
il tuo credere troppo e poi credere in nulla
per amor per l’esperienza il tuo moto non si frena
poi adorai te stessa,per prima
che t’ agiti nelle sfumature
e giochi ai giochi d’infanzia e alla vita
te che insegni ai fanciulli la gioia del costruire
e agli anziani la saggezza nel vivere
t’amo si,come si ama il cosmo se lo si sa vedere
senza confini neppure tra cielo e terra
non segni selciati,né il dì né le notti più fitte
ma temi la selva,gli spettri
e t’eccita la paura
tant’è che dimorasti una notte senz’armi
se non il tuo coraggio
in un bosco tra sussurri e ombre
e né luci possedevi,se non la tua propria
come taci,che le varie sconosciute bocche t’accusano di timido silenzio
e quanto esponi ai centinaia d’occhi in discorsi d’ateneo tra le genti
con voce guerriera e sensibilità fanciulla
oh,solo chi t’assapora nei giorni o t’ama in pochi può comprenderti
non eccelli in voti al liceo
ma ti chiamano poeta e non per canzonarti
t’arrossiscono le gote quando ti dan dell’artista
quando ti concedi al femminile con le vesti
in una serata tra donne o in un’ eccezione delle tue
ma sei speciale sempre e di gentilezza è la tua aura
eri a parigi con le tue compagne
quando ti vidi raccogliere il cesto di un clochard capovolto dal vento
ad ogni madamouiselle nei sobborghi,una moneta
e la mia mente ripropone sovente
la proiezione sul telo di te fanciullina
che simulavi con le braccia il volo d’un deltaplano c
con gli stessi occhi verdi della salva più selvaggia
e della delicatezza più atroce
quanta speranza,sempre ti accompagna
e quanta nostalgia,
di terre che in sogno visiti,e mai abbandoni
amai prima le tue indagini continue,
il tuo sfidare il normale e ascoltare l’improponibile,
il tuo credere troppo e poi credere in nulla
per amor per l’esperienza il tuo moto non si frena
poi adorai te stessa,per prima
che t’ agiti nelle sfumature
e giochi ai giochi d’infanzia e alla vita
te che insegni ai fanciulli la gioia del costruire
e agli anziani la saggezza nel vivere
t’amo si,come si ama il cosmo se lo si sa vedere
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