1)come in alto,così in basso,come in lunghezza così in altezza…aldilà della forma e della
misura
Poniamo che l’universo è infinito e non finito.
Se poniamo che esso abbia un termine,e che il termine è inevitabilmente rappresentato da una sorta di barriera,sia essa circola o diritta,dobbiamo chiederci cosa c’è oltre quella barriera o meglio,quanto si estende la barriera stessa e cosa impedisce alla barriera di estendersi ancora,di non lasciar posto ad altro.
L’elemento che impedisce allo spazio di estendersi o essere addirittura infinito in gran parte sarebbe dato da ciò che sta dietro la barriera,di conseguenza la barriera stessa non rappresenterebbe la fine.Perdipiù oltre la “barriera”dovrebbe,secondo questa teoria dell’universo finito,esserci il nulla,ma il nulla in se non esiste e se intendiamo un assenza di qualcosa,parliamo sempre di assenza di qualcosa in qualcosa.E quest’ultimo qualcosa c’è sempre.
Se l’universo si estende di continuo,come sostengono più scienziati,significa che c’è spazio perché ciò possa accadere e questo spazio non è mai finito o stabilito perché si crea di continuo,superando se stesso.
Possiamo però supporre che l’universo sia un sistema circolare e che percorrendolo quanto basta per attraversarlo tutto ci si ritroverebbe nello stesso punto di partenza.
Questo è almeno quanto mi propose un mio amico a 13 anni(“secondo me l’universo non è infinito,è un luogo in cui vai avanti avanti e ti ritrovi nel punto da cui sei partito”) e che io ho trovato subito una spiegazione affascinante e sensata,seppure magari all’apparenza lontana da una concezione comune,e che quindi qui cercherò di avvalorare,integrare,ampliare.
Ho posto che l’universo è circolare perché affermando che arrivati in un dato punto ci si ritroverebbe in quello di partenza,l’immagine del cerchio è idealmente,simbolicamente e concretamente più Possibile.
Infatti non c’è lato maggiore o minore nell’universo e non c’è angolo. Pensiamo ad una lampadina accesa,ha essa la forma,non la luce che l’avvolge e al contempo la pervade.
Il cerchio è adatto per indicare l’universo perché in esso ogni punto è equidistante dal centro(Armonia,primo elemento caratteristico dell’universo) e la sua geometria è semplice(Semplicità,secondo elemento caratteristico dell’universo).
Torniamo quindi all’ipotesi iniziale che si parta da un punto e si giunga sempre a quello. E’ un ipotesi particolarmente “extradimensionale”perché comporta l’accettazione consapevole che lo spazio è illusione e nonostante ci si muova e mutino gli oggetti circostanti osservabili non si avanza realmente. Di conseguenza,anche il tempo,che è percezione interna ma stabilita a seconda dei cambiamenti naturali e umani esterni(se per esempio non ci fosse l’alba sarebbe inutile parlare di tramonto e stabilire un ora in cui cala il sole,poiché sarebbe perennemente buio)perde la sua consistenza e la fine non è più tale,ma un nuovo inizio.
Quest’idea,che potremmo soprannominare come non-movimento cosmico,è un movimento che non preclude un esperienza o un infinità ad ogni livello(di pensiero,fisico etc).Eterna è infatti l’essenza delle cose,impossibile è la scomposizione ultima,totale della singola particella(quindi,quanti punti e quante particelle,formanti sistemi a se,possono esserci nell’universo?innumerevoli,appunto) e da non ignorare la sensazione che si percorra all’infinito un illusorio infinito.
Più sensato sembra allora distinguere tra processo induttivo e deduttivo.Ora preciso.
In tale caso,con processo induttivo si intende il finito che comprende un infinito intimo e microscopico.Con processo deduttivo si intende invece un infinito intimo,una coscienza in espansione,che comprende un finito nel suo pensiero.
Il finito,o meglio la tesi del “non movimento”,dell’inizio-fine ha senso ed è valido solo in uno sguardo Generale e oggettivo.In uno soggettivo è invece corretto parlare di “infinito paraintimo”,perchè pur essendo un concetto che riguarda la singola coscienza,il risultato dell’espansione della coscienza stessa va aldilà di essa,interagisce con altri nello spazio illusorio della concezione induttiva(o del non-movimento).
E così in un relativismo assoluto tesi induttiva e deduttiva si incontrano.
Il centro nella tesi del non-movimento non c’è,ma c’è quando compare il soggetto(tesi dell’infinitito paraintimo),il quale si fa centro e si percepisce tale in esso
Il soggetto quando giunge al punto di partenza in un illusorio arrivo significa che davanti e dietro a se(ma anche attorno,in ogni direzione)ha uno spazio da entrambe le parti ugualmente esteso e non si troverà mai posto in un punto che non sia al centro.
Si può infatti considerare un soggetto lontano più o meno dal centro solo quando si pone una circonferenza,formata da vari punti-soggetto e un centro.
Posta la circonferenza si calcola quanto un soggetto è più o meno distante dal centro, quanto è più o meno centro ed è centrato.
Ma la circonferenza(ciò che fa di un cerchio la sua forma),essendo limite,confine e susseguirsi ordinato(e quindi temporale)di punti è inesistente.Quindi abbiamo un non-sistema con innumerevoli punti sparsi e il centro che è ovunque e chiunque,ma si percepisce tale solo chi vive un esperienza con una certa coscienza e consapevolezza.
Qui è possibile riallacciarsi alla tesi dell’infinito paraintimo,in cui ovviamente il soggetto è la coscienza:noi stessi o l’Altro protagonista.
La teoria del non movimento cosmico e quella dell’infinito paraintimo sono quindi opposte e complementari.
Ho detto lungo quest’esposizione che il cerchio è simbolico(per le sue peculiarità e la sua funzionalità nell’ argomentare l’infinito),frutto della concezione umana e che in realtà la circonferenza non è propriamente circonferenza.Semplicemente,nomi,simboli,idee,sono verosimili nella spiegazione,ma non reali come crediamo(ciò ovviamente riferendoci sempre al tema in questione)
In definitiva a questo punto si può svelare che la forma più adatta è la non-forma,un cerchio dove il centro è l’origine e ciò a cui ogni punto tende,punto che si realizza nel suo poter continuamente espandersi ed essere origine(siamo Fonte e singolo prodotto,spiritualmente parlando siamo figli e padri,siamo degli dei).Cosa ovvia se ci si ricorda che la variabile spazio è una costruzione.
2)Nulla si crea,nulla si distrugge,tutto si trasforma
Ora insorge un secondo problema
L’Universo avrà una fine?
È illogico che abbia fine ciò che fisicamente non ha un vero inizio e una vera fine(riferendosi al principio di non-movimento)o che abbia fine una coscienza che solamente è,priva di emozione.Mentre l’emozione,prodotta dalla mente, si esaurisce quando l’input che l'ha provocata non agisce più su di lei,la coscienza non risponde ad un tale tipo di impulso,non è soprattutto in funzione o a causa di qualcos’altro.E’ Cosa prima,essenza prima,contenuta in ogni forma di vita,in ogni energia(elemento o pensiero).Non esistendo il vuoto come nulla, la coscienza è ovunque,in ogni singola particella indivisibile dall’altra.Perchè la coscienza si spenga dovrebbe fermarsi il movimento dell’energia che porta al cambiamento,dovrebbero annullarsi le particelle,ma semplicemente dovrebbe esistere a priori il nulla,che poi nell’immaginario comune non è altro che vuoto,mancanza di materia e oscurità,elementi che sappiamo non portano al nulla o ad avvalorarne l’esistenza.Il vuoto è aria,quindi miscela,la mancanza di materia è solamente assenza di ciò che non è comunemente visibile e l’oscurità è data dalla somma di più colori.
In conclusione,l’universo non avrà fine e il nulla non giungerà mai.Ci sarà sempre qualcuno a pensare l’universo.
3)L’universo è da sempre?
“se piango pensando all’immensità dentro di me,è un pianto di nostalgia e di commozione”
L’universo,inteso come Tutto,ogni dimensione,l’intero cosmo, inevitabilmente è da sempre perché:
-non esistendo un tempo lineare,non può esistere realmente un inizio e una fine
-se non è da sempre prima doveva esserci il nulla,ma il nulla in se,come giustificato nel paragrafo 2)(ossia nella domanda “l’universo sarà per sempre?”) non esiste
La singola galassia,invece,come un oggetto creato e plasmato dall’uomo,può crearsi lungo il “tempo”.Diverso è appunto per l’Intero,il Tutto,che ospita le varie dimensioni.
Per comprendere l’assoluta atemporalità dell’intero cosmo è la visione interiore,induttiva a risultare quella più efficace,è focalizzarsi sull’Eternità della propria coscienza.
misura
Poniamo che l’universo è infinito e non finito.
Se poniamo che esso abbia un termine,e che il termine è inevitabilmente rappresentato da una sorta di barriera,sia essa circola o diritta,dobbiamo chiederci cosa c’è oltre quella barriera o meglio,quanto si estende la barriera stessa e cosa impedisce alla barriera di estendersi ancora,di non lasciar posto ad altro.
L’elemento che impedisce allo spazio di estendersi o essere addirittura infinito in gran parte sarebbe dato da ciò che sta dietro la barriera,di conseguenza la barriera stessa non rappresenterebbe la fine.Perdipiù oltre la “barriera”dovrebbe,secondo questa teoria dell’universo finito,esserci il nulla,ma il nulla in se non esiste e se intendiamo un assenza di qualcosa,parliamo sempre di assenza di qualcosa in qualcosa.E quest’ultimo qualcosa c’è sempre.
Se l’universo si estende di continuo,come sostengono più scienziati,significa che c’è spazio perché ciò possa accadere e questo spazio non è mai finito o stabilito perché si crea di continuo,superando se stesso.
Possiamo però supporre che l’universo sia un sistema circolare e che percorrendolo quanto basta per attraversarlo tutto ci si ritroverebbe nello stesso punto di partenza.
Questo è almeno quanto mi propose un mio amico a 13 anni(“secondo me l’universo non è infinito,è un luogo in cui vai avanti avanti e ti ritrovi nel punto da cui sei partito”) e che io ho trovato subito una spiegazione affascinante e sensata,seppure magari all’apparenza lontana da una concezione comune,e che quindi qui cercherò di avvalorare,integrare,ampliare.
Ho posto che l’universo è circolare perché affermando che arrivati in un dato punto ci si ritroverebbe in quello di partenza,l’immagine del cerchio è idealmente,simbolicamente e concretamente più Possibile.
Infatti non c’è lato maggiore o minore nell’universo e non c’è angolo. Pensiamo ad una lampadina accesa,ha essa la forma,non la luce che l’avvolge e al contempo la pervade.
Il cerchio è adatto per indicare l’universo perché in esso ogni punto è equidistante dal centro(Armonia,primo elemento caratteristico dell’universo) e la sua geometria è semplice(Semplicità,secondo elemento caratteristico dell’universo).
Torniamo quindi all’ipotesi iniziale che si parta da un punto e si giunga sempre a quello. E’ un ipotesi particolarmente “extradimensionale”perché comporta l’accettazione consapevole che lo spazio è illusione e nonostante ci si muova e mutino gli oggetti circostanti osservabili non si avanza realmente. Di conseguenza,anche il tempo,che è percezione interna ma stabilita a seconda dei cambiamenti naturali e umani esterni(se per esempio non ci fosse l’alba sarebbe inutile parlare di tramonto e stabilire un ora in cui cala il sole,poiché sarebbe perennemente buio)perde la sua consistenza e la fine non è più tale,ma un nuovo inizio.
Quest’idea,che potremmo soprannominare come non-movimento cosmico,è un movimento che non preclude un esperienza o un infinità ad ogni livello(di pensiero,fisico etc).Eterna è infatti l’essenza delle cose,impossibile è la scomposizione ultima,totale della singola particella(quindi,quanti punti e quante particelle,formanti sistemi a se,possono esserci nell’universo?innumerevoli,appunto) e da non ignorare la sensazione che si percorra all’infinito un illusorio infinito.
Più sensato sembra allora distinguere tra processo induttivo e deduttivo.Ora preciso.
In tale caso,con processo induttivo si intende il finito che comprende un infinito intimo e microscopico.Con processo deduttivo si intende invece un infinito intimo,una coscienza in espansione,che comprende un finito nel suo pensiero.
Il finito,o meglio la tesi del “non movimento”,dell’inizio-fine ha senso ed è valido solo in uno sguardo Generale e oggettivo.In uno soggettivo è invece corretto parlare di “infinito paraintimo”,perchè pur essendo un concetto che riguarda la singola coscienza,il risultato dell’espansione della coscienza stessa va aldilà di essa,interagisce con altri nello spazio illusorio della concezione induttiva(o del non-movimento).
E così in un relativismo assoluto tesi induttiva e deduttiva si incontrano.
Il centro nella tesi del non-movimento non c’è,ma c’è quando compare il soggetto(tesi dell’infinitito paraintimo),il quale si fa centro e si percepisce tale in esso
Il soggetto quando giunge al punto di partenza in un illusorio arrivo significa che davanti e dietro a se(ma anche attorno,in ogni direzione)ha uno spazio da entrambe le parti ugualmente esteso e non si troverà mai posto in un punto che non sia al centro.
Si può infatti considerare un soggetto lontano più o meno dal centro solo quando si pone una circonferenza,formata da vari punti-soggetto e un centro.
Posta la circonferenza si calcola quanto un soggetto è più o meno distante dal centro, quanto è più o meno centro ed è centrato.
Ma la circonferenza(ciò che fa di un cerchio la sua forma),essendo limite,confine e susseguirsi ordinato(e quindi temporale)di punti è inesistente.Quindi abbiamo un non-sistema con innumerevoli punti sparsi e il centro che è ovunque e chiunque,ma si percepisce tale solo chi vive un esperienza con una certa coscienza e consapevolezza.
Qui è possibile riallacciarsi alla tesi dell’infinito paraintimo,in cui ovviamente il soggetto è la coscienza:noi stessi o l’Altro protagonista.
La teoria del non movimento cosmico e quella dell’infinito paraintimo sono quindi opposte e complementari.
Ho detto lungo quest’esposizione che il cerchio è simbolico(per le sue peculiarità e la sua funzionalità nell’ argomentare l’infinito),frutto della concezione umana e che in realtà la circonferenza non è propriamente circonferenza.Semplicemente,nomi,simboli,idee,sono verosimili nella spiegazione,ma non reali come crediamo(ciò ovviamente riferendoci sempre al tema in questione)
In definitiva a questo punto si può svelare che la forma più adatta è la non-forma,un cerchio dove il centro è l’origine e ciò a cui ogni punto tende,punto che si realizza nel suo poter continuamente espandersi ed essere origine(siamo Fonte e singolo prodotto,spiritualmente parlando siamo figli e padri,siamo degli dei).Cosa ovvia se ci si ricorda che la variabile spazio è una costruzione.
2)Nulla si crea,nulla si distrugge,tutto si trasforma
Ora insorge un secondo problema
L’Universo avrà una fine?
È illogico che abbia fine ciò che fisicamente non ha un vero inizio e una vera fine(riferendosi al principio di non-movimento)o che abbia fine una coscienza che solamente è,priva di emozione.Mentre l’emozione,prodotta dalla mente, si esaurisce quando l’input che l'ha provocata non agisce più su di lei,la coscienza non risponde ad un tale tipo di impulso,non è soprattutto in funzione o a causa di qualcos’altro.E’ Cosa prima,essenza prima,contenuta in ogni forma di vita,in ogni energia(elemento o pensiero).Non esistendo il vuoto come nulla, la coscienza è ovunque,in ogni singola particella indivisibile dall’altra.Perchè la coscienza si spenga dovrebbe fermarsi il movimento dell’energia che porta al cambiamento,dovrebbero annullarsi le particelle,ma semplicemente dovrebbe esistere a priori il nulla,che poi nell’immaginario comune non è altro che vuoto,mancanza di materia e oscurità,elementi che sappiamo non portano al nulla o ad avvalorarne l’esistenza.Il vuoto è aria,quindi miscela,la mancanza di materia è solamente assenza di ciò che non è comunemente visibile e l’oscurità è data dalla somma di più colori.
In conclusione,l’universo non avrà fine e il nulla non giungerà mai.Ci sarà sempre qualcuno a pensare l’universo.
3)L’universo è da sempre?
“se piango pensando all’immensità dentro di me,è un pianto di nostalgia e di commozione”
L’universo,inteso come Tutto,ogni dimensione,l’intero cosmo, inevitabilmente è da sempre perché:
-non esistendo un tempo lineare,non può esistere realmente un inizio e una fine
-se non è da sempre prima doveva esserci il nulla,ma il nulla in se,come giustificato nel paragrafo 2)(ossia nella domanda “l’universo sarà per sempre?”) non esiste
La singola galassia,invece,come un oggetto creato e plasmato dall’uomo,può crearsi lungo il “tempo”.Diverso è appunto per l’Intero,il Tutto,che ospita le varie dimensioni.
Per comprendere l’assoluta atemporalità dell’intero cosmo è la visione interiore,induttiva a risultare quella più efficace,è focalizzarsi sull’Eternità della propria coscienza.
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