Il sogno

Apro gli occhi, ed è così luce che non capisco se ho ancora le palpebre serrate
Avanzo con la mente, in uno spazio inesistente talmente è vasto. Cammino, procedo, e sembra che una sagoma dalla consistenza di un'ombra mi sfiori. Ma non può sfiorarmi, può solo vivere. Perché non ho confine e i miei ricordi non hanno tempo e la mia mente non riesce ad immaginare. C’è quel momento,solo quel momento mentre respiro l’essenza ancestrale e misterica dei sogni. Ci sono spiriti d’Egitto, ologrammi di pensiero di antichi abitanti di Cancun e di terre deserte e di anonime città. Non c’è emozione, né corpo, né anima. Non c’è anima qui ma la totale assenza. Quale parte di me sta osservando tutto questo e chi mi contiene? Non vedo nulla. Forma. Idea. Separazione. Superiorità. In che cosa consiste la compagnia in questa terra,in questo spazio, in questa estensione, in questo nulla sconquassante e densamente abitato? che cos’era ciò che avevo vissuto prima di adesso?
Dove sono ora,e questo dove è davvero un dove?ed è solo nella mia mente?e se è così,perché non vedo un contenitore ma solo l’essenza?
Come si trascorre il tempo in un luogo senza tempo è una domanda frutto di un dubbio che ha radici nell’altro mondo
Qui non sono gli occhi a vedere, né il naso a odorare, né il tatto a sentire. Qui non c’è occhio o specchio attraverso cui possa vedere la mia mente.
Eppure nel mondo delle cose sembrava tutto così vero!

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