Che cosa ti perdi, corvo

Che cosa ti perdi, e cosa guadagni corvo, da questa vita
Forse senti più i sibillii del vento, tu, per noi inquieti per te sibilli, solo
poggiato su un ramo che scuote il tuo corpo, ma non la tua sobrietà
con il tuo orecchio troppo piccolo per non esser travolto, da ogni tintinnio di goccia, da ogni fruscio di sterpi
eppur protetto dagli echi assordanti di emozioni anguste e insistenti
Il tuo occhio fisso cela un prezioso segreto
è tuo desiderio conoscere un sentimento?
non è affar tuo, che paziente mi scruti, dal tuo gessato nero

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