da sempre

Ci fa tacere e rimanere immobili, con il capo rivolto all'orizzonte, spiazzato dall'ovunque, la vastità dell'universo
ancora più il suo perenne essere, il suo imprenscindibile esser stato
in un'immortalità che scorre quanto una ruota che procede al contrario, in una strada piana
non contano il numero delle galassie, non contano le ere né le stagioni
non vale nemmeno l'essere umano che contempla, che crea, che origina l'esistente ospitando nella mente l'ospitante
ciò che rimane è la coscienza, la sola interminabile coscienza
colei la quale oltre che termine non conosce origine
e non esiste parola per indicare ciò che non nacque mai e mai morirà
ad un mistero così immenso, non si osò dar nome
come fosse una seconda madre troppo lontana, di cui ogni figlio desidera dimenticare il volto
un lampo di elettricità, una mente in espansione, uno stomaco cosciente
per qualche attimo sappiamo ciò che non siamo, ciò che non esiste, ciò a cui apparteniamo
nel buio del tempo che è sempre stato si è tutto o nulla

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