complessità

Si fa ogni cosa comunque.
Si accettano i rischi
Ci si umilia, ci si sacrifica
Si fanno domande di cui non si è in grado di ascoltare la risposta
Si va contro la proprio natura
e poi si segue quella più primordiale andando contro all'idea che si ha di noi stessi
si fa del male, che sia con ingenuità o volontariamente
e non si ha coraggio di dire “siam stati semplicemente degli stronzi, e quindi?”
E quindi?
A che cosa ci si serve una struttura così complessa di impulsi e pensieri e sentimenti?
Forse a porci dubbi come questi, innalzandoci ad angeli grigi?
Perché siamo strutturati per provare emozioni che non portano semplicemente a sopravvivere
ma a vivere, tra sofferenza emotiva ed estasi passeggere?
Probabilmente ogni grande sistema, che sia naturale o artificiale, nasconde stupefacenti sorprese

e se c'è una coscienza a pensarlo, ogni cosa diviene incomprensibile al pensiero stesso.

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