Tra anime sensibili ci si riconosce.
Basta uno sguardo, taciturno; e in quel momento si sa che l'altro
quanto noi ha sofferto per la propria empatia e pochi attimi dopo
amato la vita, che per cento sere ha pianto quando non veniva visto
e innumerevoli giorni ha udito i propri passi pesanti sulla porta del
ricordo. Tanti, sono i miracoli che hanno fatto vibrare il suo
stomaco. Su di essi e sui dolori ha riflettuto, stancando e
lacerando gli occhi della propria mente. Quanto si è osservata, solo
ella sa! E analizzando errori su errori, ha pronunciato un'altra
volta “chi sono davvero?” “quanto è vera l'immagine che ho di
me?”. E il giorno dopo è depressione e quello dopo è tristezza. E
poi un sorriso. Un sorriso incredibile, così istintivo che nemmeno
lui stesso sa da dove è sorto, in quelle notti così buie,
racimolando granelli di sopravvivenza e coraggio. Oh, quel sorriso
così dolce che potrebbe sedurre persino la materia, e ancora non
tramonta del tutto al tuo voltarti. Ma le stelle, le stelle un'anima
sensibile le vede sempre. Quando attorno nessuno la comprende e tutti
chiedono troppo e non offrono carezze. Un'anima sensibile brama
carezze quanto un bimbo, intimidisce quando una mano sfiora la sua
guancia e non conosce cattiveria; spesso ha poco amore verso di se,
spesso non sa quanto è speciale. E' un gran peccato, ma è un mondo
che va all'incontrario, questo lei lo sa. Persa nelle sue battaglie,
rassegnata nelle sue emozioni, così sconquassanti, così autentiche,
incessanti, di un'insicurezza adorabile.
Ogni anima dipinta d'argento dovrebbe
amare se stessa. Invece, spesso finisce per ferirsi e il più delle
volte non lo si vede da un paio di polsi scheggiati, ma dai segni di
torture interiori, nei suoi tentativi di essere amato e amare, di
definirsi, di migliorare migliaia di esseri, di costruire utopie,
così ancestrali e pure, e sopravviverci quando tramontano,
accoltellate dalla banalità del male e dell'indolenza, da quel mondo
adulto di cui non sente infondo di far ancora parte e mai lo sentirà,
seppur persa in introspezioni che nemmeno un vecchio assapora.
Ella nel tentare di conoscersi capisce
come è inconoscibile eppure sa di se più di chiunque altro e nessun
altro mai la capirà davvero.
Sì, un'anima sensibile la vedi da come
ti guarda, li in un angolo, dove la distanza e la vicinanza si
fondono, dove ciò che ci separa è solo la pelle e gli occhi
superano ogni confine, la cornea, la carne, e lo spazio diviene
magia.
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