Per te



Ti notai come un bambino nota il suo primo amico
una madre riconosce un figlio travestito d'adulto
come il curioso che gioca con l'indifferenza
non ti guardai bene ma ti vidi, eri li, ed eri qualcuno


nella mia mente prese spazio sempre più un' idea
l'idea di te, amico, salvatore, amante
l'idea di te perfetto costruttore di pace,
socio con me in questa gigantesca impresa


e fosti sì, prima di tutto amico
amico della mia mente che navigava in te
amico del mio cuore che pompava la tua stessa sensibilità


e ora mi chiedo se fossi stato solo quello, cosa sarebbe di me ora?
Dove navigherebbe la mia sofferenza?
Nel mare del rimpianto o in quello del rimorso?
Dove si scuoterebbe lei ora, che per alcuni è stata da sempre nei miei occhi?


e voglio uccidere la retorica, nel pensare a te
non voglio chiedermi cosa sarebbe stato se
non voglio stringerti in tutti i perché, che sono dei come
o sono domande poste male al vento in burrasca


e ascolto Farewell di Guccini, e sento te
ti vedo forse migliore di ciò che eri e che sei
ma ricordo quell'intimità che è un dono, quel calore che si espande in un abbraccio
e che oggi mi soffoca e avvolge nella più nitide delle sofferenze


c'è confusione, ragione e sentimento
a chi devo parlare e chi conosce il giusto e il deleterio?
un fiume con due foci e senza margini
fango senza argini, diamante sciolto che non si riconosce più


Cos'è che amo di te?
Compagno di viaggio, di ieri e di domani
scoprire un volo che poteva esser nostro, a Parigi,
dovevo portarti a trovare Truffaut e i pittori di Montmatre
e l'Angelus, l'Origine e Van Gogh
ricordare i lunghi rintocchi a MarienPlatz


la notte nella locanda nel cielo di una collina ad Assisi,
tra sacro e profano
Trastevere con amici , nella maestosa Roma
e com'era stupendo anche quell'altro quartiere che ad illuminarlo era solo un circolo
conosciuto a pochi sognatori com'eravamo noi due, come siamo noi due


E tra noi l'Irlanda, i velieri, il legno, la fantasia, i cieli stellati e l'utopia
che spinge il mondo a vivere, che salva gli innamorati, che muove l'evoluzione
i film più spaventosi e quelli più magici, e da Enya passavi ai Litfiba e ti capivo
ora so come un cuore possa ospitare quanto il mio uragani e deserti


e tutte le lotte tra noi,
quelle che uccidono da sempre, che muovono le guerre e distruggono gli amanti
cosa ci spingeva ad affermare così tanto noi stessi?
Dove finivo io e dove iniziavi tu?
Forse eravamo troppo simili, ma credimi
usare il passato mi strazia


le tue solite frasi, le mie solite frasi
i miei soliti errori, i tuoi soliti errori
lo so,lasciano traccia
percorrendo graffianti i nostri stessi corpi che inneggiano a se, uccidendo l'altro


quanta pazienza hanno i miei occhi?
Che trattengono e fanno scivolare lacrime come fossero ormai un tutt'uno che partorisce se stesso
che hanno visto la tua anima e mi hanno visto dirti addio
sperando di non perderti mai


e bramo prima la solitudine,poi la compagnia e poi di nuovo la solitudine
amico, amante, compagno di gioco
che mi accompagnasti nella prima delle più sacre esperienze
che mi prendesti per mano e non sapevi sarebbe stato per cinque estati

e quante volte il tuo telefono ha segnato il mio nome

dimmi ora, come la tua anima percepiva il mio essere un'altra anima, dalla tua stessa essenza?
e quante volte eri li con un chiodo e un martello
con una brioche in un vassoio di cartone che la tua dolcezza faceva sembrare d'argento


come faccio a dire addio a te, ora che so ogni cosa di te
ora che so che forse nascondi all'intero mondo un mistero, che vorrei sfiorare
c'è forse un riflesso nel tuo cuore, che non si è riflesso sul mio ventre?


vorrei proteggerti, da ogni contaminazione del mondo
da ogni attentato al tuo spirito
vorrei proteggerti da te stesso e dal tuo orgoglio
per protegge quello che potrebbe essere di noi


vorrei donarti un ultimo pasto, un' ultima tavolata delle più nobili
imbandita a festa, apparecchiata per te, con gioia bambina
perchè tu eri il principe e tu il cavaliere che accoglieva ogni piatto
con il più onesto dei sorrisi


e quant'ero felice di farlo per te, di offrirti me stessa
di usare ogni spezia
conosco i tuoi cibi e i tuoi mantra
e tu conosci me?


finirai mai il mio libro, vedrai mai i miei progressi nella fotografia, impugnerai mai con me una cinepresa, costruiremo ancora progetti per un mondo migliore?


la mia mente combatte e non può che combattere contro di se
colpendo e accarezzando con una spada ricordi e promesse
chiedendosi ciò che si chiedono milioni di sorelle
"è stata la decisione più giusta?"


non so se a te ricongiungermi o solo ringraziare
ma so che la mancanza rende dorato il passato

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