Un senso


Quant'è tenero il tempo in cui riflettendo sul  presente  lo strazio non assale un qualche tuo pensiero e magica è la strada, lontano e luminoso l'orizzonte

e quant'è soave quello seguente, in cui gli strazi esultano eppure è vinto il gioco del tempo, vinto l'inganno dell'intelletto e sai di essere nell'età più felice

poi tutto appare scorrere senza indugio e scivola la serenità, scivola la certezza, scivola ciò che eri, il tempo riempie te e tu riempi il tempo, fai ciò che serve per il tuo bene e poi torni indietro, ti uccidi e non ti fortifichi e la salita sembra voler implorarti di essere un codardo e le lacrime volerti smussare fino a farti cambiare forma


Ma perché si è capaci di smuovere montagne e poi si è deboli come la ghiaia, si sognano foreste e poi si sta senza radici? 
Perché un  tempo si poteva da soli nuotare la notte nell'oceano e poco più tardi ci si annega nelle proprie stesse lacrime, tra l'asfalto?
Dimmi, tu che sfidavi i tuoi stessi occhi nelle fotografie, e tu che senza sofferenza celavi te stessa al mondo intero...tu, dove sei ora?
Siamo anche ciò che non credevamo, siamo sempre stati anche quello che siamo ora e siamo ancora quello che eravamo ieri. Il tempo e le persone ci manipolano, ma noi siamo tutto questo. 

E non esistono contrasti senza un senso.

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